Numerazione dei denti: come indicarli

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Qual è la numerazione dei denti da considerare?

Capita a tutti almeno una volta nella vita di trovarsi dal dentista ed ascoltare una serie di numeri riferiti ai denti e alla loro sistemazione all’interno della bocca, che sembrano inizialmente non corrispondere con le nozioni apprese a livello scolastico, generando una notevole confusione.

Viene infatti insegnato che il numero esatto è 32 negli adulti, quando invece l’odontoiatra nomina cifre decisamente superiori e composte.

La terminologia specifica della numerazione dei denti non segue infatti le indicazioni della scuola, ma presenta una nomenclatura dei denti decisamente più accurata per evitare di compiere errori nel corso delle operazioni, così da trattare il segmento corretto nella maniera più opportuna.

A quanto corrisponde il numero dei denti? Vediamo qual è dei denti il numero preciso. Per questo i parametri da tenere presente sono la tipologia e la posizione nella cavità orale e in questo articolo analizzeremo nel dettaglio i criteri che hanno portato a scelte di questo genere e perché i vecchi metodi sono ormai superati.

Andiamo adesso alla numerazione dei denti.

Come vengono numerati i denti dalla comunità scientifica

Sarebbe decisamente troppo complesso e rischioso nominare i denti solo per la tipologia o esclusivamente con un numero secco.

Per questo si è deciso di elaborare un sistema che fosse decisamente più preciso, che non tenesse conto delle nozioni di destra e sinistra che possono dipendere dalla posizione assunta dal dentista.

Serviva pertanto una soluzione che fosse riconosciuta a livello mondiale così da non poter essere confusa anche tra esperti di lingua differente, durante i convegni e gli incontri della comunità scientifica ma anche con un semplice paziente davanti.

I tre sistemi per determinare il numero del dente

Come si contano i denti? Per la dentatura umana la numerazione qual è? Essenzialmente gli esperti riconoscono tre differenti modalità per definire il tipo di dente che si sta per trattare e la numerazione dentale.

Sistema ISO

Viene utilizzato da quasi la totalità dei dentisti, essendo quello più immediato e di facile comprensione.

La sigla è l’acronimo di International Standards Organizatione Designation System, elaborato dall’Organizzazione mondiale della Sanità per garantire a tutti un linguaggio univoco e privo di fraintendimenti.

Il numero utile all’identificazione viene indicato da due cifre invece che una.

In primo luogo il cavo orale del paziente viene suddiviso in 4 aree di competenza da una croce simulata e posta a partire dagli incisivi laterali per la parte verticale e dalle due arcate per quella orizzontale.

Per la numerazione dei denti si parte pertanto dal quadrante posto in alto a sinistra che ottiene il valore uno, per poi proseguire in senso orario fino al 4.

La seconda cifra identifica invece il dente esatto, che in questo caso è davvero semplice descrivere se si ha ben chiaro il quadro di questa suddivisione.

Sarebbe opportuno scrivere i numeri separati da un punto, così da rendere ancora più intuitiva la valutazione effettuata in merito.

Universal Numbering System

Si tratta del metodo utilizzato dalla comunità scientifica americana.

Si parte dalla medesima suddivisione a croce in 4 aree di competenza, ma per definire i denti il primo è il valore 11 che indica il terzo molare del primo quadrante e l’ultimo il 32, riferito al molare terminale del settore 4.

Ai decidui viene invece affidata una specifica lettera dell’alfabeto che parte dalla A e termina alla T.

Numerazione dentale Palmer

Parliamo in questo ultimo caso di un sistema decisamente antico, che nasce nel 1861 da un dentista ungherese residente a Vienna.

È una metodologia utilizzata davvero di rado, soprattutto in ambito militare o in alcuni istituti inglesi di stampo tradizionale.

Sono utilizzate in questo caso cifre che vanno dall’1 all’8 e sono specificate da una serie di simboli particolari dalla forma squadrata, che segnalano il quadrante nel quale il dente interessato si trova, al quale viene assegnato un numero da porre prima. Non è affatto un sistema semplice e prevede un’ottima conoscenza del cavo orale, soprattutto nell’associare il disegno alla realtà.

Per questo motivo è decisamente sconsigliato ormai e superato, servendosi degli altri modelli di nomenclatura che sono decisamente più affidabili e riconosciuti dai dentisti più moderni.

Anche in questo caso per i denti da latte il numero è sostituito dalla lettera dell’alfabeto, sempre posta accanto al simbolo inerente il quadrante di riferimento.

Come sono fatti i denti umani

Dopo aver visto la numerazione dei denti, vediamo come sono composti.

Nella specie umana ogni singolo dente prende posto in una cavità della mandibola o della mascella chiamata alveolo dentale.

Ciascun dente è composto da tre diverse parti:

  • corona: la parte del dente che fuoriesce dall’alveolo. Assume diverse forme a seconda del tipo di dente (es. per gli incisivi la forma è più appiattita e affilata)
  • colletto: la parte che su trova fra la radice e la corona, è presente un tessuto di transizione attorno al quale la mucosa forma la gengiva
  • radici: la parte del dente invisibile ad occhio nudo e legata internamente all’alveolo tramite legamenti di tessuto connettivo (legamenti peridontale).

I denti sono costituiti da un particolare tessuto osseo noto con il nome di dentina (o avorio), un tessuto molto resistente con la funzione di proteggere la polpa da sollecitazioni meccaniche ma anche improvvise variazioni di temperatura.

La dentina è ricoperta nella corona da uno strato di smalto, un tessuto biancastro anch’esso molto resistente per proteggere il dente da sollecitazioni esterne. Mentre, nella zona del colletto e delle radici è rivestita da un ulteriore tessuto osseo, noto con il nome di cemento per la sua funzione di ancoraggio alla sede.

Nella dentina troviamo la cavità pulpale, al cui interno troviamo la polpa del dente. In questa zona sono presenti vasi sanguigni e terminazioni nervose. La presenza di queste terminazioni nervose all’interno della polpa dentaria è il motivo per cui ciascun dente ha una propria sensibilità tattile, dolorifica e termica.

E così ne sappiamo di più sulla numerazione dei denti e sulle loro caratteristiche più importanti.

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